Il Baule di Cecco Bello

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Ambientazione storica:
Corre l’anno 1946. I mezzi di trasporto, le industrie, le abitazioni hanno subito gravi danni rendendo le consizioni di vita della popolazione molto difficili: miseria, fame, disoccupazione soio realtà quotidiane. Il disagio rafforza il senso di solidarietà e di amicizia tra vicini di casa che si aiutano a vicenda e riescono a trovare la forza di guiardare avanti con fiducia. La Guerra ha distrutto tutto, ma ha preservato la speranza e la voglia di dare continuità alla vita.

Trama:

In un antico palazzo del centro storico di Sansepolcro, abitano alcune famiglie che si sono salvate dalla distruzione della guerra. Siamo nel periodo di Carnevale e, come vuole la tradizione, prima di seguire le restrizioni della Quaresima, si fa un pò di baldoria, soprattutto per far divertire i bambini.

Il giovedì grasso si rinnova l’usanza del “Ciccicocco”, mentre il martedì di Carnevale si mangia e si balla, riunendosi nella casa di qualcuno che ha una stanza da mettere a disposizione. La famiglia di Margherita è numerosa e con poche risorse, gran parte delle quali elargite da lei stessa, perchè ereditate dal marito morto in guerra. Tutto ciò a cui tiene è un vecchio baule, regalatole dal suo povero nonno. I suoi cari sono esasperati da questa situazione di sudditanza e mal sopportano le restrizioni imposte dalla donna, arrivando a ordire piani per impadronirsi del contenuto del misterioso baule. Testimone innocente di tutto ciò è il nipotino che, per contentare il maestro di scuola, riporta, sotto forma di diario, tutto quello che la miriade di personaggi in scena vive, spera, sogna…

Note d’autore:

Le famiglie, di cui raccontiamo la storia, sono veramente esistite e sono state protagoniste di episodi che raccontano momenti di vita familiare, talvolta amari e talvolta comici e sorprendenti, che rivelano gli aspetti di una società caratterizzata dalla capacità di reagire e di arrangiarsi in ogni situazione. Le persone, che ci hanno preceduto nel corso della vita, hanno lasciato un patrimonio culturale che abbiamo l’obbligo di non dimenticare e che cerchiamo di trasmettere alle nuove generazioni. Gli oggetti e le musiche sono relative all’epoca trattata e sono frutto di una seria ed attenta ricerca.

Dicono di noi: